WarGame Mediterraneo: Una panoramica della simulazione degli sviluppi nel Mare Nostrum

Il Wargame Mediterraneo, sviluppato sotto l’egida del professor Andrea Bernardi presso il Centro Alti Studi Difesa, Scuola Superiore Universitaria (CASD), funge da quadro strategico per i partecipanti che si cimentano nel ruolo di decisori politici e negoziatori internazionali. L’obiettivo primario di questa simulazione è quello di consentire ai partecipanti di incarnare gli Stati che rappresentano le varie nazioni del Mediterraneo, comprendendo e articolando le rispettive politiche e agende interne.

Questa iniziativa enfatizza le intricate dinamiche delle manovre diplomatiche e politiche, incapsulando i processi di negoziazione che sono alla base delle relazioni internazionali. Mediterraneo opera come un’innovativa fusione di aspetti militari e scientifici, sottolineando la necessità di una collaborazione tra questi domini per soddisfare efficacemente gli interessi nazionali.

 Gli obiettivi formativi del laboratorio sono:

-Approfondire problematiche e argomenti di livello strategico, riguardanti la politica di difesa e sicurezza nazionale e internazionale.

-Sperimentare individualmente e in squadra capacità negoziale, leadership e visione strategica.

-Comprendere il ruolo della diplomazia scientifica, militare e industriale.

-Esplorare il ruolo cruciale del Mediterraneo in materia di: Crescita economica; linee di trasporto marittimo; collaborazione scientifica; flussi migratori, mercato del lavoro e squilibri demografici; confronto strategico tra democrazie liberali e autocrazie; infrastrutture per le telecomunicazioni e l’energia; sostenibilità e cambiamento climatico.

La presentazione inaugurale di Mediterraneo è avvenuta durante la scuola di Erice, dove gli scienziati si sono impegnati in complesse negoziazioni finalizzate al raggiungimento di obiettivi scientifici attraverso accordi multilaterali. Il wargame è nato come “Mediterranean: Science & Diplomacy in the Wider Mediterranean”. Si tratta di un gioco a matrice progettato per la Scuola di Scienza e Diplomazia Internazionale del Centro Ettore Majorana di Erice. Lo scopo principale del gioco è quello di studiare come l’influenza della scienza possa favorire la cooperazione pacifica tra le nazioni. L’orizzonte temporale del gioco è a lungo termine, tra i 10 e i 20 anni. Nella versione iniziale di Science & Diplomacy, i partecipanti sono stati incoraggiati a sviluppare campagne di diplomazia scientifica dirette ad altre nazioni. La scienza funge da strumento vitale e l’abilità scientifica è una misura chiave del successo. Le risorse finanziarie (rappresentate dalle monete gialle) e scientifiche (rappresentate dalle monete blu) sono utilizzate per raggiungere obiettivi nazionali e collettivi, tra cui l’aspirazione a una regione mediterranea prospera, libera e sicura. Queste risorse possono essere investite in progetti scientifici, industriali o militari e possono anche essere destinate a finanziare iniziative di costruzione dell’influenza. Il regolamento del wargame, pur semplificando, attribuisce risorse finanziarie e scientifiche proporzionate alle reali capacità delle nazioni giocate. I materiali del wargame e le letture preliminari forniscono ai partecipanti nozioni di base sul contesto diplomatico, scientifico, militare, istituzionale della regione. Il wargame progettato per finalità didattiche è una esperienza di apprendimento imersivo e di learning by doing. Anche la mappa, continuamente monitorata dai partecipanti, contiene utili informazioni (cavi sottomarini, flussi migratori, infrastrutture scientifiche e militari, pipeline…) e consente di riflettere sullo scenario all’aumentare dei counters (le pedine) che rappresentano l’avvicendarsi di eventi, azioni ed injections1.

Un’evoluzione significativa del Wargame è avvenuta durante una successiva simulazione a Roma dal 2 al 5 dicembre, tenutasi in concomitanza con il corso IASD, Istituto Alti Studi della Difesa. Questa iterazione ha ampliato la sua portata per includere la cooperazione sullo sviluppo degli armamenti e i progressi tecnologici, riconoscendo la capacità industriale come un asset strategico vitale negli scambi diplomatici. Al corso IASD partecipano ufficiali superiori e generali delle Forze Armate, nonché dirigenti civili dello Stato e delle industrie del settore difesa e sicurezza. Gli obiettivi formativi del corso IASD prevedevano l’implementazione dei cambiamenti previsti dai progettisti iniziali, Andrea Bernardi e Paolo Scannapieco, in collaborazione con Adriano Pantaleo, Giuseppe Tamba, Francesco Marradi ed Emanuele Farruggia. I nuovi regolamenti e i materiali aggiornati spostano l’attenzione dalla scienza all’industria della difesa. Le nazioni europee sono invitate a investire risorse economiche e scientifiche per sviluppare una solida base industriale della difesa. Inoltre, queste nazioni devono dare priorità al successo nazionale attraverso il raggiungimento di obiettivi industriali collaborativi. Il wargame, ribattezzato per l’occasione “Mediterraneo: Science & Defence Industry”, presenta una mappa perfezionata e un modulo dedicato al processo di integrazione industriale europea. Il cruscotto delle risorse è stato migliorato: oltre alle aree gialle che rappresentano i ricavi delle attività economiche con l’estero e alle aree blu che indicano il capitale umano e le infrastrutture scientifiche, le aree verdi evidenziano le capacità militari attualmente disponibili2.

Come strumento pedagogico, Mediterraneo chiarisce efficacemente i processi alla base della diplomazia internazionale, poiché ai partecipanti viene spesso richiesto di negoziare piuttosto che ricorrere a esibizioni di forza militare. Questo paradigma cooperativo si rivela essenziale per favorire le risoluzioni diplomatiche. La sessione di Roma ha visto la partecipazione di circa 70 partecipanti guidati da 14 facilitatori, che hanno fornito informazioni sul quadro e sulle regole della simulazione.

I gruppi-nazioni hanno gareggiato per vincere. Si sono immedesimati nel loro ruolo e hanno dimostrato grande abilità strategica e negoziale. I criteri di valutazione dei gruppi erano:

– Coerenza profilo paese e azioni

– Capacità negoziali e teamwork

– Qualità e quantità degli obiettivi nazionali raggiunti

– Contributo all’industria della difesa europea (nuovi progetti avviati)

– Esercizio combinato di diplomazia scientifica, industriale e militare.

Una delle missioni chiave del Wargame è quella di riaffermare il significato del Mediterraneo come nesso politico e strategico, influente non solo per l’Unione Europea ma anche sulla scena globale. L’integrazione dei progetti di difesa ha suscitato un notevole interesse da parte di vari stakeholder, illustrando ulteriormente il ruolo del Wargame come strumento educativo cruciale. Il Wargame collega abilmente l’interazione spesso complessa tra discipline scientifiche, pratiche diplomatiche e strategie industriali nel settore militare3.

Guardando al futuro, il Mediterraneo Wargame è pronto per un’ulteriore evoluzione, in grado di adattarsi al panorama in continuo cambiamento delle relazioni internazionali e dei conflitti contemporanei. La sua notevole flessibilità e la sua reattività alle tendenze emergenti sottolineano i suoi punti di forza fondamentali, consentendogli di concentrarsi sul raggiungimento degli obiettivi educativi strategici previsti da partecipanti ed esperti. Con il suo continuo sviluppo, la simulazione rimane un canale cruciale per comprendere l’interazione tra politica, scienza, diplomazia e strategia militare nel mondo moderno. La rappresentazione della sfera militare è stata resa più realistica, ma “Mediterraneo” rimane un gioco di pace.

Andrea Bernardi e Sebastiano Ongaro

1 Nota stampa Wargame IASD 2024-25 del Professor Andrea Bernardi, Roma,19 dic 2024. https://www.difesa.it/smd/casd/news/centro-alti-studi-difesa-wargame-mediterraneo/61078.html

2 Ibidem.

3 MEDITERRANEO: Science and Diplomacy nota del Professor Andrea Bernardi.

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